{"title":"Claudio Giulianelli","description":"\u003ch2\u003e\u003cimg src=\"https:\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0655\/0680\/3929\/files\/Immagine_2026-04-12_144329.png?v=1775997828\" alt=\"\" width=\"173\" height=\"233\"\u003e\u003c\/h2\u003e\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eClaudio Giulianelli\u003c\/strong\u003e è un artista contemporaneo italiano la cui ricerca pittorica si sviluppa in un equilibrio sottile tra figurazione e astrazione. Il suo lavoro si distingue per una costruzione dell'immagine che procede per sottrazione — lasciando emergere figure, tracce e presenze sospese in uno spazio pittorico che non descrive, ma rivela.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eAttraverso una pratica consolidata e coerente, \u003cstrong\u003eGiulianelli\u003c\/strong\u003e trasforma la pittura in un luogo di percezione più che di rappresentazione.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eIl Medioevo di Claudio Giulianelli\u003c\/h2\u003e\u003cp\u003eHa solo dieci anni \u003cstrong\u003eClaudio\u003c\/strong\u003e quando, su un poster scolastico, incontra per la prima volta un frammento di Hieronymus Bosch. Senza didascalia, senza nome, lo crede un'opera moderna. L'immagine si imprime in lui con forza silenziosa — e da quel momento il mondo della figurazione diventa il suo orizzonte.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eInizia a guardare, copiare, studiare i grandi maestri. Frequenta gli atelier degli artisti romani, percorre l'Italia e l'Europa alla ricerca delle opere originali. Poi, durante una visita all'Escorial, un secondo incontro con Bosch — \u003cem\u003eIl Cristo Portacroce\u003c\/em\u003e — definisce per sempre la sua direzione poetica e stilistica.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eColori, precisione e linee vicine ai maestri del Cinquecento — Bosch, Botticelli, il Beato Angelico — reinterpretati attraverso una tecnica originale e una simbologia interamente personale. Donne, giullari, burattini senza fili, turbanti, flauti: elementi che compongono storie scritte senza parole, in un mondo medievale onirico dove la bellezza muliebre guida e custodisce.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLe opere di \u003cstrong\u003eGiulianelli\u003c\/strong\u003e non sono l'esito di un epigonismo nostalgico. Rivisitando e innovando la tecnica fiamminga, l'artista ne ha trattenuto solo alcune modalità esteriori, trasformandole in un linguaggio del tutto contemporaneo — una pittura simbolica che vuole essere decifrata, creduta, vissuta.\u003c\/p\u003e\u003cblockquote\u003e\u003cp\u003e\u003cem\u003e«Fascino, bellezza e invito alla riflessione sono propri di queste tele. Le Dame dai dolci occhi ci invitano a considerare un mondo estremamente luminoso, sospeso nel tempo, interamente immerso nella Natura.»\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e— Emanuela Catalano, Firenze, settembre 2017\u003c\/p\u003e\u003c\/blockquote\u003e\u003cp\u003eIl percorso espositivo di \u003cstrong\u003eClaudio Giulianelli\u003c\/strong\u003e attraversa quattro decenni e cinque continenti. Tra le tappe più significative:\u003c\/p\u003e\u003cul\u003e\n\u003cli\u003e54ª Biennale di Venezia – Padiglione Italia, Torino, curato da Vittorio Sgarbi (2012)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eCarousell du Louvre – Parigi (2010)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eInternational ArtExpo – New York (2016)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eArt Fair Abu Dhabi – UAE (2017)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eJadite Galleries – New York (2016)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eLatino Art Museum – Pomona, Los Angeles (2011)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eFiera Internazionale d'Arte di Istanbul (2006, 2016)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eWest Lake Art Fair – Hangzhou, Cina (2010, 2011)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eArt Nation Miami – USA (2016)\u003c\/li\u003e\n\u003cli\u003eEspace Art Gallery – Bruxelles (2016, 2017)\u003c\/li\u003e\n\u003c\/ul\u003e\u003cp\u003eLe sue opere sono presenti in chiese, musei e collezioni pubbliche e private in Italia, Europa e negli Stati Uniti, tra cui il \u003cstrong\u003eLatino Art Museum\u003c\/strong\u003e di Los Angeles, il \u003cstrong\u003eMuseum Temecula Art Foundation\u003c\/strong\u003e in California e diverse chiese romane. Nel 2009 ha donato in udienza privata una \u003cem\u003eCrocifissione\u003c\/em\u003e a \u003cstrong\u003eSua Santità Giovanni Paolo II\u003c\/strong\u003e.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eMicol Art Gallery\u003c\/h2\u003e\u003cp\u003eAll'interno della visione curatoriale di Micol Art Gallery, \u003cstrong\u003eClaudio Giulianelli\u003c\/strong\u003e rappresenta una pittura che trasforma lo spazio in esperienza sensibile. Il suo lavoro si inserisce nel progetto \u003cstrong\u003eArte4R – Recupero, Restauro, Rigenerazione, Riuso\u003c\/strong\u003e, come pratica di trasformazione continua della materia e del significato.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLe sue opere sono pensate per dialogare con l'ambiente e diventare parte attiva dello spazio vissuto.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eDimensioni:\u003c\/strong\u003e Corpo · Emozione\u003c\/p\u003e","products":[],"url":"https:\/\/micolartgallery.it\/collections\/claudio-giulianelli.oembed","provider":"Micol Art Gallery","version":"1.0","type":"link"}