
Claudio Giulianelli è un artista contemporaneo italiano la cui ricerca pittorica si sviluppa in un equilibrio sottile tra figurazione e astrazione. Il suo lavoro si distingue per una costruzione dell'immagine che procede per sottrazione — lasciando emergere figure, tracce e presenze sospese in uno spazio pittorico che non descrive, ma rivela.
Attraverso una pratica consolidata e coerente, Giulianelli trasforma la pittura in un luogo di percezione più che di rappresentazione.
Il Medioevo di Claudio Giulianelli
Ha solo dieci anni Claudio quando, su un poster scolastico, incontra per la prima volta un frammento di Hieronymus Bosch. Senza didascalia, senza nome, lo crede un'opera moderna. L'immagine si imprime in lui con forza silenziosa — e da quel momento il mondo della figurazione diventa il suo orizzonte.
Inizia a guardare, copiare, studiare i grandi maestri. Frequenta gli atelier degli artisti romani, percorre l'Italia e l'Europa alla ricerca delle opere originali. Poi, durante una visita all'Escorial, un secondo incontro con Bosch — Il Cristo Portacroce — definisce per sempre la sua direzione poetica e stilistica.
Colori, precisione e linee vicine ai maestri del Cinquecento — Bosch, Botticelli, il Beato Angelico — reinterpretati attraverso una tecnica originale e una simbologia interamente personale. Donne, giullari, burattini senza fili, turbanti, flauti: elementi che compongono storie scritte senza parole, in un mondo medievale onirico dove la bellezza muliebre guida e custodisce.
Le opere di Giulianelli non sono l'esito di un epigonismo nostalgico. Rivisitando e innovando la tecnica fiamminga, l'artista ne ha trattenuto solo alcune modalità esteriori, trasformandole in un linguaggio del tutto contemporaneo — una pittura simbolica che vuole essere decifrata, creduta, vissuta.
«Fascino, bellezza e invito alla riflessione sono propri di queste tele. Le Dame dai dolci occhi ci invitano a considerare un mondo estremamente luminoso, sospeso nel tempo, interamente immerso nella Natura.»
— Emanuela Catalano, Firenze, settembre 2017
Il percorso espositivo di Claudio Giulianelli attraversa quattro decenni e cinque continenti. Tra le tappe più significative:
- 54ª Biennale di Venezia – Padiglione Italia, Torino, curato da Vittorio Sgarbi (2012)
- Carousell du Louvre – Parigi (2010)
- International ArtExpo – New York (2016)
- Art Fair Abu Dhabi – UAE (2017)
- Jadite Galleries – New York (2016)
- Latino Art Museum – Pomona, Los Angeles (2011)
- Fiera Internazionale d'Arte di Istanbul (2006, 2016)
- West Lake Art Fair – Hangzhou, Cina (2010, 2011)
- Art Nation Miami – USA (2016)
- Espace Art Gallery – Bruxelles (2016, 2017)
Le sue opere sono presenti in chiese, musei e collezioni pubbliche e private in Italia, Europa e negli Stati Uniti, tra cui il Latino Art Museum di Los Angeles, il Museum Temecula Art Foundation in California e diverse chiese romane. Nel 2009 ha donato in udienza privata una Crocifissione a Sua Santità Giovanni Paolo II.
Micol Art Gallery
All'interno della visione curatoriale di Micol Art Gallery, Claudio Giulianelli rappresenta una pittura che trasforma lo spazio in esperienza sensibile. Il suo lavoro si inserisce nel progetto Arte4R – Recupero, Restauro, Rigenerazione, Riuso, come pratica di trasformazione continua della materia e del significato.
Le sue opere sono pensate per dialogare con l'ambiente e diventare parte attiva dello spazio vissuto.
Dimensioni: Corpo · Emozione