«Intrecci» racconta la rigenerazione creativa di Roberta Serafini attraverso due sedie coordinate: schienali aperti a medaglione, profili decorati e gambe anteriori curve incontrano sedute nei toni del marrone, attraversate da fasce scure e dettagli grafici. La struttura presenta una finitura chiara dalle sfumature verdi, così come appare nella fotografia.
Prima e durante: la forma ritrovata
La fotografia di lavorazione mostra una delle sedie senza seduta, con il telaio a vista e una precedente finitura lilla. Lo schienale sagomato, i riccioli decorativi e le gambe curve conservano la memoria formale dell’arredo.

Dopo: due sedie in dialogo
La fotografia finale mostra una coppia coordinata: le strutture chiare incorniciano rivestimenti marroni con fasce scure e scritte decorative. Le differenze nei dettagli delle sedute creano un dialogo tra i due arredi, uniti dalle forme e dalla scelta cromatica.

Ispirazione stilistica e cenni storici
Le gambe curve, lo schienale sagomato e gli ornamenti a ricciolo evocano il repertorio rococò associato al gusto Luigi XV, sviluppatosi nella Francia del Settecento. Questo linguaggio privilegia linee mosse, forme avvolgenti e decorazioni di ispirazione organica, riprese anche nei secoli successivi. Il confronto riguarda esclusivamente lo stile: non dimostra che queste sedie siano settecentesche o di produzione francese. Epoca, manifattura e provenienza geografica non sono documentate.
Il percorso Arte4R
Recupero, Restauro, Rigenerazione e Riuso: l’intervento di Roberta Serafini mette in dialogo la forma decorativa dell’arredo e una nuova interpretazione tessile. Le fotografie accompagnano il racconto dal telaio senza seduta alla coppia coordinata.
Informazioni da confermare
La scheda è predisposta per la coppia fotografata. Prima della messa in vendita devono essere confermati la vendita congiunta dei due esemplari, le dimensioni di ciascuna sedia, l’essenza del legno, la composizione dei rivestimenti, le lavorazioni eseguite, le condizioni strutturali e la disponibilità.